Marco Mattiacci, Italia-Usa e ritorno: in Formula 1

Non può essere merito suo, perché l’effetto scossa, tanto discusso in ambito calcistico, non si può applicare al mondo dei motori: le macchine, si sa, non hanno cuore. Però è un fatto che, al suo primo Gran Premio da Direttore della gestione sportiva della Ferrari sull’asfalto di Shanghai, Marco Mattiacci ha colto il suo primo podio, primo successo, ancorché parziale, per la Rossa in questa stagione che si è già profilata come l’ennesimo anno di transizione. Nessuno può mettere in dubbio la classe cristallina e, in questi anni, forse un po’ troppo frustrata di un fenomeno come Fernando Alonso, che una serie di circostanze sfortunate stanno oscurando in prospettiva storica, quantomeno rispetto al valore assoluto del pilota. Vero è che la Ferrari non vince dal 12 maggio scorso (GP di Spagna) e che in Cina ha davvero fatto bene.

Mattiacci, accolto da più parti con un certo scetticismo, non è però digiuno di corse automobilistiche, benché risulti esordiente in F1: il manager, infatti, vanta la gestione di alcune scuderie in serie minori nordamericane (Ferrari Challenge ed Endurance Grand Am), con alcuni successi interessanti. Niente a che vedere con la gavetta svolta da Domenicali, una vita a Maranello, che, però, è risultato il grande sconfitto di questa stagione, scontando i risultati deludenti che da tempo affliggono il cavallino rampante. Mattiacci, romano, classe 1970, lavora nel settore automobilistico sin da giovane età, quando viene assunto in Jaguar nel 1989, approdando in Ferrari a 29 anni, nel 1999. Laureato in Scienze Economiche alla Sapienza di Roma, con la Ferrari è stato dirottato a capo della divisione Asia Pacifico, contribuendo significativamente all’espansione del mercato sia per il più noto marchio italiano. Nel 2010, viene spedito in Nord America, dove si occupa di lanciare la “consorella” Maserati: nel Nuovo Mondo trova moglie, canadese, e diventa padre di tre figli.

Decisionista, non indulgente, autentico manager che non trema nel prendersi rischi. Mattiacci, in Ferrari, gode della stima incondizionata di Montezemolo, ma sembrerebbe “protetto” anche dalla famiglia Elkann, che lo considera un ipotetico compagno di strada di Sergio Marchionne: una situazione “politica” di cui Domenicali, a quanto si dice, era ormai del tutto sprovvisto. Vediamo, però, se dal muretto più importante, quello del mondiale di Formula 1, saprà mantenere le premesse: i bookmaker hanno corretto i pronostici, le scommesse online sulla Formula 1 sono in crescita e, solitamente, le quote online sono un ottimo indice d’analisi. Di certo, gli Italiani non avranno dubbi, continuando a tifare Ferrari.

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