Incidenti stradali, in aumento quelli degli stranieri

L’Onu ha da poco instituito il “Decennio Mondiale per la sicurezza stradale”. E’ il segnale che il problema degli incidenti stradali e dei morti che ne conseguono sta diventando sempre più serio. L’obiettivo dell’Onu è quello di migliorare i dati, salvando almeno cinque milioni di vittime.

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In Italia la situazione non è migliore, infatti l’Asaps, “Associazione amici sostenitore della polizia stradale”, ha voluto porre all’attenzione delle autorità un allarme molto serio: il 20% degli incidenti mortali, riguarda la popolazione straniera che vive in Italia.

E’ un allarme da non sottovalutare, gli ingressi in Italia di stranieri aumentano sempre, dunque c’è da stare molto attenti sulle nostre strade. Il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni, ha spiegato la sua visione della questione. “Se è vero che  la popolazione straniera residente in Italia, fra regolari e non, dovrebbe raggiungere una percentuale del 10% circa, gli immigrati coinvolti  nell’incidentalità sono in proporzione almeno il doppio rispetto alla  popolazione italiana”.

Biserni prova inoltre a porre all’attenzione delle istituzioni anche qualche particolare caso, e come poterlo risolvere. “Nei mesi estivi si deve ovviamente tenere conto anche dei flussi di turisti che arrivano nel nostro Paese in auto e moto. E, lungo tutto l’arco dell’anno, non va dimenticata la considerevole percentuale di stranieri in transito, penso tra gli altri ai conducenti dei Tir. Ma l’impressione è che in genere molti degli stranieri, specie di quelli provenienti da paesi con mobilità inferiore alla nostra, non abbiano una percezione sufficiente dei rischi della strada”.

Sulla questione vera e propria degli immigrati, Biserni chiarisce che bisogna fare attenzione, sia alle vetture che guidano, sia alle loro patenti, spesso false. “Gli stranieri irregolari trovano il modo di percorrere le strade del nostro paese al volante di auto, spesso in condizioni di precaria sicurezza e, ancor più spesso, prive di assicurazione, senza patente valida o, sempre più spesso, con patente falsa”.

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