I nuovi assetti stravolgono la Formula Uno, anche nelle scommesse

Pur essendo evidenti le ragioni, fa comunque sensazione scorrere le quote dei principali bookmaker nazionali di scommesse sportive, specie nelle loro versioni online, e notare il totale ribaltamento dei valori occorso al parco piloti del mondiale 2014 di Formula 1.

Dopo appena tre gran premi disputati (Australia, Malesia e Bahrain) sono sensibilmente calate le quotazioni a favore del fenomeno Sebastina Vettel, da quattro anni dominatore assoluto della categoria. Il talentino soprannominato “Baby Schumi”, ma che in prospettiva storica parrebbe destinato persino a superare il maestro, viene dato a 8,00 per il conseguimento della vittoria finale dalla SNAI alla guida della sua Infiniti Red Bull, a fronte dell’1,65 e del 3,50 attribuiti, rispettivamente, a Lewis Hamilton e Nico Rosberg, entrambi alla guida della Mercedes AMG Petronas. Da questo punto di vista, è notevole come, nonostante la classifica iridata sia condotta dal figlio d’arte finlandese (il padre Keke si laureò campione, con la Williams, nel 1982), i quotisti ritengano più probabile (e quindi meritevole di quota inferiore) la vittoria dell’inglese, già mondiale nel 2008 con la McLaren.

Poche chance, invece, per gli alfieri della Rossa, una Ferrari apparsa in gran difficoltà sin dall’inizio di un campionato che si sta rivelando assai difficile: Alonso è accreditato di un sin troppo ottimistico 18, alimentato dall’innegabile bravura mista alla tenacia del guidatore asturiano, mentre Raikkonen è quotato a 66, valutazione invitante per chi voglia tentare il colpo gobbo, ma indice di una probabilità assai scarsa. Segnaliamo anche Daniel Ricciardo, della Infiniti Red Bull e compagno di scuderia di Vettel, quotato a 33, mentre gli altri, da Jenson Button in poi, sono tutti oltre quota 100, come a dire: nessuna speranza.

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