Ferrari e Chrysler insieme a Detroit

Al prossimo Salone di Detroit, che si terrà a partire dal prossimo 11 gennaio, la Ferrari abbandonerà il suo posto d’onore insieme alle supersportive di lusso come Lamborghini, Bentley e Rolls Royce per essere esposta nella più “povera” Chrysler. Dovrà inoltre dividere gli spazi anche con Dodge e Jeep.

La notizia è stata annunciata da “The Detroit News” che ha titolato: “Maserati, Ferrari to share Chrysler spot at auto show” ed ha avuto presto conferma dei cambiamenti e del trasferimento da Sam Locricchio, portavoce NAIAS.

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Il tutto verrà fatto non per risparmiare, ma per sancire visivamente l’unione tra Fiat e Chrysler. Ovviamente quindi per suggellare l’unione italo-americano sarà presente insieme tutto il gruppo Fiat, dando vita ad uno stand molto variegato di marche automobilistiche: Dodge, Jeep, Chrysler, Fiat, Alfa Romeo, Ferrari, Maserati.

Stando ai piani di rilancio, però, Ferrari e Maserati non saranno coinvolte nelle sinergie tra Fiat e Chrysler, anche se si vocifera che la futura Dodge Viper utilizzerà numerose componenti delle vetture della Casa di Maranello. Forse, il connubio che si concretizzerà a Detroit rappresenta anche un’anticipazione di questa ipotetica collaborazione.

Ma in primo piano nello stand sarà indubbiamente la nuova Fiat 500 elettrica, che ben presto dovrebbe diventare realtà. La piccola utilitaria dovrebbe essere prodotta in uno stabilimento in Messico, con una capacità di produzione di circa 100000 unità all’anno. La 500 elettrica sarà affiancata anche dalle versioni potenziate e sportive, ovvero la 500C e la 500 Abarth.

Altro frutto della fusione dovrebbe essere la nuova Lancia-Chrysler Delta, che alcune ricostruzioni la dipingono come una Delta classica con la griglia a maglie larghe tipica di Chrysler.

Poi ovviamente non potranno mancare le supercar italiane; infatti saranno presenti anche le due ultime novità: la Ferrari 458 Italia e la Maserati Gran Cabrio. L’azienda fondata da Alfieri Maserati nel 1914 è forse quella che si aspetta di più dal 2010: l’obbiettivo è di aumentare i profitti, mantenendo però invariate le vendite, che nel 2009 erano calate del 40% rispetto al 2008.

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