Aci: “Rivalutare il parco delle auto storiche”

autovecchieIl presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, è intervenuto in un’audizione in commissione Finanze della Camera in merito al Ddl Capezzone di riforma delle tasse automobilistiche. Sticchi Damiani ha voluto sottolineare un problema che in questi anni è stato un po’ sottovalutato, quello del registro delle vetture storiche. L’Asi, l’automotoclub storico italiano, sta vivendo un boom clamoroso: sono sempre di più le auto che vengono classificate come “storiche”. In molti di questi casi però, non si tratta di vetture di pregio: i veicoli storici infatti dovrebbero essere curate ed impiegate solo nelle occasioni speciali, come i raduni. Al contrario, queste vetture sono utilizzate per gli spostamenti di tutti i giorni, pur godendo di importanti agevolazioni fiscali per bollo ed assicurazione, il tutto si traduce in una perdita netta per le casse dello Stato. “Dei circa 4 milioni di auto storiche, solo 800mila avrebbero i requisiti mentre i restanti 3,2 milioni di veicoli non sono considerabili di interesse storico o collezionistico” ha spiegato il presidente dell’Aci. La proposta di Sticchi Damiani è chiara: serve una lista chiusa dei modelli che possano essere classificati come storici, in modo che non possano essere definite come vetture storiche tutte le auto “vecchie”. In secondo luogo, il numero uno dell’Aci ha chiesto di approvare una rottamazione speciale per i veicoli già iscritti all’Asi: rappresentano un pericolo per la sicurezza stradale e per l’inquinamento ambientale.

 

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